MUSIC – MEKONG PROJECT: BIOSPHERE E PMCE

Nature is exaltation of colors and sounds; colors and sounds are, their way, first emotions’ spring and images’ panders. Geir Jennsen aka Biosphere, with Manuel Zurria (wind instruments) and Gianluca Ruggeri (percussion), spent two weeks travelling on the Mekong, in Vietnam, immersed into the landscape’s sonority, beats, birdsongs, the wind whoosh, the dialogue of the running water. A journey that seems going towards the origins of music, crossing a musical genre which admits a “Naturalistic trend in music”, getting along with the musicologist and composer François-Bernard Mâche, who considers some species of bird kind of colleagues! Biosphere’s music is defined as Artic Ambient and Ambient Techno, rich in Nordic sonorities, experimentations and rhythms close to the Dance Floor. In concert they propose sonorous tableau, evocation of melodic places, sampling of the scenery’s sounds accompanied by traditional instruments. A music dedicated to nature and to her deep contemplation suggests us to reflect about the essence of sound, song, rhythm and language, fascinating, still mysterious. Where everything resonates, we’re not alone in having a voice to spread in the silence. Francesca Vatteroni.
La natura è esaltazione di colori e di suoni; colori e suoni sono, a loro volta, le prime sorgenti d’emozioni e procacciatori d’immagini. Geir Jennsen aka Biosphere, insieme a Manuel Zurria (strumenti a fiato) e Gianluca Ruggeri (percussioni) hanno trascorso due settimane navigando in battello il Mekong, in Vietnam, immersi nella sonorità del paesaggio, tra pulsazioni, canti di uccelli, il fruscio del vento, il dialogo dell’acqua che scorre. Un viaggio che pare andare verso le origini della musica, attraversando un filone musicale che riconosce un “Naturalistic trend in music”, d’accordo con il musicologo e compositore François-Bernard Mâche che considera certe specie di uccelli dei colleghi! La musica di Biosphere viene definita come Artic Ambient e Ambient Techno, ricca di sonorità nordiche, sperimentazioni e ritmi vicini al Dance Floor. In concerto propongono tavole sonore, evocazioni di luoghi melodici, con campionature dei suoni del paesaggio accompagnati da strumenti tradizionali. Una musica dedicata alla natura e alla sua profonda contemplazione ci suggerisce di riflettere circa l’essenza del suono, del canto, del ritmo e del linguaggio, affascinanti, ancora misteriosi. Dove tutto risuona non siamo gli unici ad avere una voce da lanciare nel silenzio. Francesca Vatteroni.




