ARTE – AFFILIATI PEDUCCI-SAVINI in FORME POLIFONICHE



Artistic creation always starts from a premonitory mood to expression, often in visible or symbolic form, which then entwines itself with matter. Some after the dialogue between shapes, each part even in minimal details, brings into the world his living power, in a rhythmic flow which links thoughts, images, perceptive and representative abilities. Everything spins around two eternal constant, reality, attending as emulation or overcoming effort and the contingent need to create. What is conditioning the artistic result, imposing a forced path, is definitely the expressive medium, the matter itself. Peducci-Savini in this sense collaborate with marble and create a polyphonic dialogue of forms. Since a research relating surfaces, they work in order to create new and peculiar textures: the marble appears to be soft and friable as foam, or it is carved as burned wood. Visual after tactile illusion, in the latest works, playful assemblages of many canons, anachronism and heterogenic in a vision of contemporary that actualizes, surprises, in a moment it is both quotation and originality. It rises a grotesque poetic, where each artwork lives in a world that is possible and made necessary by the artistic contingency. Rome, Italy, 2010, we’re ready to this!
Link: www.galleriarubin.com
La creazione artistica parte sempre da uno stato premonitorio all’espressione, spesso in forma visibile o simbolica, che poi si inanella, da solo, con la materia. Poi il dialogo tra forme, ogni parte anche nei suoi minimi dettagli, porta al mondo la propria forza vivifica, in un andamento ritmico che lega pensieri, immagini, facoltà percettive e rappresentative. Tutto ruota attorno a due costanti eterne, la realtà, presente in forma di emulazione o superamento e la contingente necessità di creare. Ciò che condiziona l’esito artistico, imponendo un percorso obbligato, è sicuramente il medium espressivo, il mezzo, la materia stessa. Peducci-Savini in questo senso collaborano con il marmo e creano un dialogo polifonico di forme. Partendo da una ricerca intorno alle superfici, lavorano in modo da ricreare textures nuove ed insolite: il marmo illude di essere morbido e friabile come il polistirolo, o viene scolpito come un tronco d’albero bruciato. Illusione tattile ma anche visiva nelle opere più recenti, scherzosi assemblaggi di canoni, anacronismo ed eterogeneità, in una visione del contemporaneo che attualizza, spiazza e in un solo momento è citazione e originalità. Nasce una poetica quasi grottesca, dove ogni opera vive in un suo mondo possibile ed è reso necessario proprio dalla contingenza artistica. Roma, Italia, 2010, siamo pronti per questo!
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