Architecture

ARCHITECTURE – MDAA

Lo spazio che ci siamo trovati a disegnare, a Trastevere, è ricavato da quello che rimane di una vecchia stalla; a Trastevere c’eranoinfatti delle stalle ancora funzionanti fino all’inizio del ‘900, spazi grandi se paragonati alle normali dimensioni di una casa,soprattutto in altezza: le dimensioni di essi erano ovviamente dettate dalle dimensioni delle carrozze e dei cavalli. Lo spazio deimiei committenti è coperto con delle grandi capriate (garantiscono la struttura del tetto per una luce tra i due appoggi non propriobanale), l’altezza massima sotto il tetto è di circa 12 metri; questo spazio principale prende luce da un piccolo giardino internoscoperto, sul cui lato opposto sono situati degli spazi che, seppure assai meno interessanti, avrebbero nel nostro progetto agilmentepotuto ospitare il pranzo, la cucina ed un servizio. Il problema progettuale principale rimaneva però quello di collocare la stanza daletto; comincio a pensare, ovviamente, a uno spazio riservato, chiuso alle voci di chi gode del grande spazio della stalla al pianoterra, il soggiorno della futura casa: quello spazio bellissimo infatti non può che essere il soggiorno! Ma, contestualmente, pensoanche ad uno spazio in alto, rispetto al soggiorno, una specie di casa sugli alberi, un vero rifugio privato rispetto alla vita mondanache può essere vissuta al piano terra; questa sorta di casetta, seppur sollevata da terra, appunto quasi volante come la casa su unalbero, non deve essere high-tech; piuttosto qualcosa dalla geometria incerta, un po’ deformata, come le cose che ci si può costruireda soli, fatta magari da pezzi di ferro inchiodati. Altro elemento chiave, per seguire questa fantasia infantile di una casa sugli alberi,è come raggiungere questa casetta, evitando la tentazione di una scala virtuosa e ben disegnata, librata nel vuoto ma che, drittadritta, ti porta dal piano di sotto a dentro la casa; si eliminerebbe in questo modo quello che invece dovrebbe essere un processolento, di avvicinamento, allo spazio cuore di tutta la casa. La pianta del salone è una quadrilatero piuttosto irregolare, i muri oppostinon sono mai paralleli in questi casi, ma sono muri molto alti, piuttosto irraggiungibili e inabitabili; l’idea è quella di costituire unpercorso aderente ai quattro lati dello spazio, il primo sarà una vera e propria scala che poi, arrivata a quota + 3.50, si trasforma in unballatoio, trasparente, in grigliato Keller (deve essere un percorso duro, non troppo disegnato), che segue i tre lati dello spazio: unasorta di percorso rotatorio attorno alla casa sugli alberi, capace di consentire viste sempre diverse dai diversi angoli dello spazio;uno solo dei lati del percorso è tangente, e consente di entrare. Un altro elemento chiave del progetto sono le viste della casetta daidiversi punti dell’appartamento, come insomma ci si gira attorno, se ne sente la presenza anche dalle altre stanze e la si può vedere.Dunque gli scorci, i punti di vista, una sorta di apparire e scomparire della casa muovendosi nello spazio dell’appartamento: “la casa”che ospita il letto padronale si vede dal pranzo, sull’altro lato del patio attraverso le vetrate; si vede dal letto ospiti, si intravedeancora dallo stretto passaggio che unisce la zona soggiorno al pranzo ed alla cucina; sono scorci deformati di questa massa nera, diferro, sospesa per aria, che è anche il luogo intimo della casa, il suo cuore.
Tutti i diritti riservati Massimo d’Alessandro & Associati

Link:  www.mdaa.it

ARCHITECTURE – CONCEPT HOTEL MAISON MOSCHINO

An 1840’s railway station with an unmistakable neo-classical style in the heart of Milan. An external front, results of a restore’s process lasted three years, which is a preamble to an interior, to tell the truth, fabulous. This is the location of the new concept hotel Maison Moschino, linked to the Hotel Philosophy’s chain. 65 room and junior suites decorated with 16 different themes. Single thread, in fact, the fable. Wandering through the rooms you can walk in the clouds, take tea in Wonderland on huge caps that replace the tables, or sleep in a giant red evening gown, a bed so special as to dream even the most cynical of women. The style has the unmistakable stamp of Moschino, essentially basic but with the careful introduction of alienating and surreal elements, for an environment with a taste (little) Cheap & (very) Chic.
Link: www.hotelphilosophy.net/maison_moschino-14

Una stazione ferroviaria del 1840 dall’evidente stile neoclassico situata nel cuore di Milano. Una facciata esterna, frutto di un processo di restauro durato tre anni, che è preambolo ad un interno, c’è da dirlo, da favola. Questa è la location del nuovo concept hotel Maison Moschino, legato alla catena alberghiera Hotel Philosophy. 65 tra camere e junior suites arredate con 16 temi diversi tra loro. Unico filo conduttore, appunto, la favola. Girando per le stanze si può passeggiare tra le nuvole, prendere il tè nel Paese delle Meraviglie su enormi tazzine che sostituiscono i tavolini, o dormire in un gigante abito da sera rosso, un letto tanto speciale da far sognare anche la più cinica delle donne. Lo stile ha l’inconfondibile impronta Moschino, essenzialmente basico ma con l’oculata introduzione di elementi stranianti e surreali, per un ambiente dal sapore (poco) Cheap & (molto) Chic.
Link: www.hotelphilosophy.net/maison_moschino-14

ARCHITECTURE – Yellow Treehouse Restaurant


The Yellow TreeHouse Restaurant, placed in notrh of Auckland (New Zealand), is a stunning architectural feat perched high above a redwood, sits almost 10m wide and over 12m high, with the split-level floor sitting 10m off the ground. The project was developed by Pacific Enviroments Architects Ltd (PEL). The tree-house concept is reminiscent of childhood dreams and playtime, fairy stories of enchantment and imagination, says PEL. It’s the treehouse we all dreamed of as children but could only do as an adult fantasy. The project is indeed magical, located on a rise near the edge of a wood overlooking a stream. The eighteen seat cafe with kitchen and lavatories on the ground is sure to be a hit, but sustainability questions remain. Timber trusses form the main structure. The curved fins are glue-laminated pine, plantation poplar has been used for the slats and redwood milled from the site used in the walkway balustrading. Openings are formed for windows by leaving spaces between the slats/fins that keeps the overall form yet affords a variety of openness for the views and light and closes down toward the rear. To loosen the regularity of the elements, steel is wrapped arbitrarily around the pod. Tying this up at the top and base has a sense of greater connection with the tree.
It is designed to be weather resistant. Lighting is an important architectural component enhancing and changing the mood, with discreet lighting within the walkway and up-lighting within the tree house. It was created in 66 days as part of a marketing project for the Yellow Pages.
Diners enter the hut over a 60m walkway. For 125$, they get a three-course meal and a glass of bubbly. The resturant is also open at lunch time, at 95$ a head, but bookings will be cancelled if it rains or winds are too high. Guest will be hosted by the face of the Yellow Pages capaign, Tracey Collins. The avalanche of booking requests they have, suggested that the season of open might be extended.

Il ristorante Yellow TreeHouse, situato a nord dell’Auckland (Nuova Zelanda), una straordinaria prodezza architettonica arroccata su di una sequoia, si trova quasi 10m di larghezza e più di 12m alto, con la scissione piano livello seduta 10m dal suolo. Il progetto è stato sviluppato dal Pacific Enviroments Architects Ltd (PEL). Il concept della casa sull’albero è una reminiscenza dei sogni e del tempo dei giochi d’infanzia, fiabe di magia e fantasia”, dice il PEL. “é la casa sull’albero che tutti noi abbiamo sognato da bambini, ma che si poteva avverare solo in una fantasia d’adulti.” Il progetto è davvero magico, situato su un’altura vicino alle rive di un bosco che si affacciano su di un ruscello. Le diciotto sedie del bar – cucina e bagni sono a terra – è sicuro diventa un successo, ma le domande sulla sostenibilità restano. Le capriate in legno costituiscono la struttura principale. Le alette curvate sono dei lamellari di pino, una piantagione di pioppi è stata utilizzata per le stecche e le sequoie lavorate dal sito sono state utilizzate nella balaustra della passerella. Le aperture sono state formate per le finestre, lasciando spazi tra le lamelle/alette che mantengono la forma complessiva ma offrono una varietà di aperture per luce e visuale, e di chiusura verso la parte posteriore. Per allentare la regolarità degli elementi, l’acciaio è avvolto arbitrariamente su tutte le scanalature. Legandolo fino in cima così che la base risulta avere un senso di maggiore collegamento con l’albero. E’ stato progettato per essere resistente agli agenti atmosferici. L’illuminazione è una componente importante dell’architettura al fine di migliorare e cambiare l’umore, con un’illuminazione discreta all’interno del passaggio e di un’alta illuminazione all’interno della casa sull’albero.
E’ stato costruito in 66 giorni, come parte di un progetto di marketing per la Yellow Pages. I commensali entrano nella capanna attraversando una passerella di 60 metri. Per 125$, ottengono un pasto di tre portate e un bicchiere di spumante. Il ristorante è aperto anche all’ora di pranzo, a 95$ a testa, ma le prenotazioni saranno annullate in caso di pioggia o venti troppo elevati. Gli ospiti saranno ospitati dal volto della campagna della Yellow Pages, Tracey Collins. La valanga di richieste di prenotazione che hanno, ha suggerito che la stagione d’apertura potrebbe venir prorogata.

ARCHITECTURE – Selgas cano


In perfect timing with the new eco-technology wave that has invaded the planet (we consoled by the fact that for once a trend could have a positive impact on the ecosystem and could be ethic- bearer, and we shake the awareness that these moods are well known to have an oscillatory motion as a decade of ecologism alternates always a decade of gluttonous consumerism), in perfect timing, I said, the Selgas Cano studio (www.selgascano.com), offers a complete office-building in the green, made with layers of polyester and fiberglass. The light is that which comes naturally from the ceiling, a thin acrylic plastic window. A space that helps to concentrate and to work relaxed, in which the inspiration to prove this. The property is located in a forest on the outskirts of Madrid, definitely worth visiting if you have the chance to have a trip in the Spanish capital.

In perfetto tempismo con la nuova ondata eco-tecnologica che ha invaso il pianeta (ci consola il fatto che una volta tanto una moda possa avere un impatto positivo sul l’ecosistema ed essere portatrice di etica; ci agita la consapevolezza che questi mood abbiano risaputamente un moto oscillatorio per cui a un decennio ecologista si alterna sempre un decennio di ingordo consumismo), in perfetto tempismo dicevamo insomma, lo studio Selgas Cano, www.selgascano.com, propone un edificio-ufficio completamente immerso nel verde realizzato con strati di poliestere e fibra di vetro. La luce è quella che naturalmente entra dal soffitto, una sottilissima finestra di plastica acrilica. Uno spazio che aiuta a concentrarsi ed a lavorare rilassati, nel quale le ispirazioni certo non mancano. La struttura si trova in un bosco, alle porte di Madrid, sicuramente da visitare se si fa un salto nella capitale spagnola.